
(ANS – Vatican City) – Nella giornata di martedì 28 aprile 2026, nella Casina “Pio IV” in Vaticano, il Dicastero della Santa Sede per i Laici, la Famiglia e la Vita ha promosso una giornata di studio su “Sacramento del matrimonio, fede e munus docendi”. Come primo relatore nella circostanza è stato invitato il Rettor Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana (UPS), don Andrea Bozzolo, che ha presentato una relazione dal titolo: “Sacramento del Matrimonio e Fede”.
L’iniziativa, inserita nel quadro del decimo anniversario dell’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Amoris Laetitia, è nata dalla consapevolezza che il rapporto tra matrimonio, fede e annuncio ecclesiale rappresenta oggi una questione pastorale e formativa di particolare rilievo. In un tempo segnato da profondi cambiamenti culturali, la giornata ha inteso offrire ai 75 circa partecipanti – Rettori di Università Pontificie e dei seminari, esperti della Curia romana e coppie di sposi esperti in formazione al matrimonio e alla vita matrimoniale – un’occasione di riflessione su come accompagnare i giovani, i fidanzati e gli sposi e, insieme, su come formare ministri e operatori pastorali capaci di sostenere questo cammino con maggiore consapevolezza e competenza, proponendo ai presbiteri una formazione meno astratta e più capace di entrare in contatto con la vita concreta delle famiglie, con le domande dei giovani e con le trasformazioni della cultura affettiva.
Nell’introduzione dei lavori, il Cardinale Kevin Farrell, LC, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha citato Papa Leone XIV per ricordare che “in famiglia la fede si trasmette insieme alla vita, di generazione in generazione”. Eppure, stando alle più recenti inchieste, “la trasmissione della fede nelle famiglie appare molto più debole che in passato”, con un crollo tra il 1991 e il 2021, dei battesimi amministrati nel mondo ai bambini sotto i 7 anni del 31% e dei matrimoni cattolici del 48%.
Davanti alla tentazione di abbandonare il campo da parte del clero, dovuta alla difficoltà “per molti pastori, di avvicinare con efficacia il mondo giovanile e familiare”, la Chiesa ha deciso invece di rispondere con un rinnovato impegno a formare i pastori – e il seminario alla Casina Pio IV ha rappresentato una piccola, ma significativa iniziativa in tal senso.
Quindi, nel suo intervento, don Bozzolo ha analizzato nel dettaglio il rapporto tra matrimonio cristiano e fede alla luce delle trasformazioni culturali contemporanee. In tal senso, ha osservato che anche oggi il desiderio di famiglia è vivo, ma che il legame di coppia prevede sempre più spesso la convivenza come prova preliminare, rendendo così il matrimonio sacramentale spesso una variabile eventuale.
La realtà odierna ha generato letture distorte anche nella Chiesa, con la tendenza a leggere la validità del matrimonio in termini giuridici minimi, senza dare l’adeguata considerazione alla fede degli sposi – un problema che poi si esacerba nelle successive fasi dell’accompagnamento.
Sottolineando poi che il legame uomo-donna contiene una domanda di senso che apre naturalmente alla fede, don Bozzolo ha rimarcato, anche con riferimenti al libro della Genesi, che il sacramento del matrimonio non rende sacra una realtà profana, ma celebra il riconoscimento della presenza di Dio già operante nell’amore reciproco.
In conclusione, don Bozzolo ha quindi evidenziato l’esigenza di una nuova pastorale matrimoniale, che accompagni i fidanzati non con corsi formali o nozioni isolate, ma dentro il loro stesso cammino affettivo, e ha proposto l’opportunità di una formazione condivisa tra laici, consacrati e ministri ordinati, per comprendere meglio la vocazione familiare – con una cura specifica all’educazione affettiva e sessuale dei giovani, considerato che l’insegnamento cristiano in materia spesso oggi arriva solo in forme parziali o distorte ai ragazzi e alle ragazze.amily vocation – with a specific focus on the emotional and sexual education of young people, given that Christian teaching on the subject often reaches young men and women today only in partial or distorted forms.
Dopo la pausa caffè ha preso la parola don Fabio Rosini, docente alla Pontificia Università Santa Croce e Direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, che nella sua relazione “Fede e Generatività nella Prospettiva del Munus Docendi e del Sacramento del Matrimonio” è partito dall’osservazione che la formazione presbiterale odierna ha ancora “solo i contenuti del Vaticano II e non lo stile”.
Il suo intervento ha dunque fatto appello a sviluppare un’educazione che non faccio uso “dei sensi di colpa”, e a recuperare un linguaggio che faccia proprie le dimensioni nomistica, profetica e sapienziale della Bibbia, per divenire complessivamente un linguaggio didascalico-addestrativo, in grado di accompagnare gli uomini e le donne di oggi nel percorso della vita e della vita cristiana. Un processo, dunque, che anche per don Rosini richiede “una pedagogia nuova nei seminari e nella formazione permanente”.
Alle due relazioni è seguito un lungo dialogo in assemblea tra tutti i partecipanti.
Sulla pagina Facebook del Dicastero è disponibile una video-sintesi dell’evento

Source: ANS – “Agenzia iNfo Salesiana”
