Istituzioni salesiane di Educazione superiore
  • Spagnolo
  • Inglese
  • Italiano
  • Portoghese, Brasile
Los docentes salesianos se forman en educación inclusiva para responder a la diversidad en las aulas, lisa Gutiérrez Hernández, profesora del CES Don Bosco (Centro de Estudios Superiores Don Bosco) y experta en inclusión compartía en el artículo “Un café para la inclusión”

Los docentes salesianos se forman en educación inclusiva para responder a la diversidad en las aulas, lisa Gutiérrez Hernández, profesora del CES Don Bosco (Centro de Estudios Superiores Don Bosco) y experta en inclusión compartía en el artículo “Un café para la inclusión”

 

(Centro de Estudios Superiores Don Bosco, Madrid) – Una delle sfide più importanti nelle scuole è l’inclusione di studenti con bisogni educativi speciali, disabilità o in situazioni di vulnerabilità. Senza un sostegno specifico, c’è il rischio che si accentui l’esclusione invece di ridurla.

 

Ne ha parlato in un articolo Elisa Gutiérrez Hernández, insegnante del “CES Don Bosco” ed esperta di inclusione.

Come evidenziato dalla docente, una scuola inclusiva deve comprendere che ogni studente è la somma dei suoi interessi, delle sue capacità e dei suoi bisogni. Pertanto, riconoscere la diversità significa riconoscere l’essenza stessa di ogni classe e garantire la piena partecipazione di tutti gli alunni. È necessario, prosegue Hernández, analizzare per trasformare, adattarsi in modo che tutti abbiano un posto, indipendentemente dalle etichette.

“Costruire una scuola inclusiva non è solo una questione di metodologia – spiega l’insegnante – ma anche di prospettiva e cultura. Implica l’impegno a preparare un’esperienza di apprendimento personalizzata, progettata fin dall’inizio per tenere conto delle caratteristiche uniche di ogni persona nelle nostre classi. Significa garantire che tutti possano imparare e partecipare, perché ciò che conta veramente è condividere l’esperienza di apprendimento e crescere insieme”, conclude.

 

A Bilbao, l’opera salesiana di Deusto è stata teatro di un incontro formativo incentrato sull’autismo, rivolto agli educatori di diversi centri della zona nord dell’Ispettoria Spagna-San Giacomo Maggiore (SSM). La formazione si è svolta nell’arco di due giornate complementari, combinando riflessione, conoscenza e strumenti pratici per l’azione educativa.

 

La prima giornata è stata dedicata a un livello base di comprensione dello spettro autistico, con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a comprendere meglio le persone con autismo, il loro modo di percepire il mondo, comunicare e relazionarsi. La seconda sessione è stata orientata in modo più specifico all’offerta di strategie e strumenti pratici per l’accompagnamento educativo, in particolare in ambito accademico e scolastico, facilitando ambienti più accessibili, comprensivi e inclusivi.

La formazione è stata impartita da Marlene Horna, specialista in autismo e istruzione inclusiva. Il suo approccio diretto e chiaro è stato uno degli aspetti più apprezzati dai partecipanti. Il carattere marcatamente pratico delle giornate, insieme alla chiarezza delle spiegazioni e all’immediata applicabilità delle proposte, ha generato quindi un alto livello di soddisfazione tra gli educatori partecipanti.

 

Contestualmente, i Salesiani di Lugo hanno partecipato, il 17 gennaio scorso, a un corso di formazione incentrato sul modulo d’insegnamento delle scatole dinamiche tenuto dal pedagogista e insegnante di scuola primaria Montse Poyatos Dorado. Nel corso della giornata i partecipanti hanno scoperto che le scatole dinamiche fanno parte di una strategia educativa che si distingue per il suo approccio flessibile e versatile.

 

Montse ha anche introdotto nella formazione la metodologia “STEPS”, che consiste nel suddividere un apprendimento complesso in piccoli passi, che devono però essere perfettamente strutturati affinché gli studenti possano avanzare al proprio ritmo.

 

Questi due approcci, quello sull’autismo e quello sulle scatole dinamiche, saranno presto disponibili in altri centri educativi dell’Ispettoria SSM. I prossimi 5 e 6 febbraio, infatti, si terrà a Madrid una formazione specifica sull’autismo, mentre il 7 febbraio, sempre nella capitale spagnola, ci sarà un corso sulle scatole dinamiche. La formazione per l’inclusione sarà inoltre il filo conduttore delle proposte di febbraio, che comprendono corsi online sull’Intelligenza Artificiale e una specifica personalizzazione dell’apprendimento.

 

Come evidenziato da Elisa Gutiérrez Hernández nel suo articolo, infatti, costruire una scuola inclusiva è una questione di cultura. È come preparare una “bevanda pedagogica” che sia personalizzata e ideata fin dall’inizio per tenere conto delle caratteristiche uniche di chiunque si trovi in una qualsiasi aula scolastica.

 

Come evidenziato da Elisa Gutiérrez Hernández nel suo articolo, infatti, costruire una scuola inclusiva è una questione di cultura. È come preparare una “bevanda pedagogica” che sia personalizzata e ideata fin dall’inizio per tenere conto delle caratteristiche uniche di chiunque si trovi in una qualsiasi aula scolastica.

 

 


Fonte: salesianos.info